[postlink]http://my-youtube-video.blogspot.com/2009/10/marco-travaglio-passaparola-su-marrazzo.html[/postlink]http://www.youtube.com/watch?v=5HtR8Oj3Jt4endofvid
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Marco Travaglio fa il paragone tra la situazione di Berlusconi di 15 anni fa e quella di Marrazzo di oggi. Berlusconi doveva essere sentito, in due stanze separate insieme a Berruti, dai magistrati di Napoli.
Erano i giorni in cui Di Pietro si disse sicuro di provare la colpevolezza di Berlusconi con la famosa frase "Io quello lo sfascio".
Di Pietro ricevette una telefonata da parte di Previti allora Ministro della Difesa che si occupa della Giustizia (di Berlusconi). Previti telefonò a Di Pietro per avvisarlo che il ministero aveva aperto un fascicolo su di lui. Il procedimento partiva da delle dichiarazioni di un certo Gorrini su Di Pietro stesso. Gorrini da due fatti veri, anche se inopportuni, aveva montato un caso perché si trovava in cattive acque. Un prestito di soldi e di una Mercedes. Gorrini della MAA Assicurazioni che stava per fallire manda questo dossier a Previti che lo gira al Ministero della Giustizia retto da Biondi.
L'ispezione doveva essere riservata ma Previti telefona a Di Pietro, il magistrato che si sta preparando ad interrogare Berlusconi.
Di Pietro si ritroverà processato a Brescia e si dimostrerà che non aveva commesso nessun reato. Gorrini aveva l'interesse a sputtanare Di Pietro perché credeva di aver trovato la gallina dalle uova d'oro.
In quel momento non si sapeva ancora nulla dei reati che Previti aveva commesso e per i quali sarà condannato.
Di Pietro disse che Gorrini era poco credibile e che queste cose giravano da tempo negli ambienti giudiziari e che per sapere la verità bastava ascoltare Rocca, il suo amico, che gli aveva prestato i soldi.
Di Pietro rivelò che si sarebbe dimesso e che aveva deciso di mettere in piedi un'autorità anti-corruzione. Berlusconi rinvia il suo interrogatorio nella speranza che Di Pietro se ne vada prima dell'interrogatorio.
Emilio Fede annuncia per primo che Di Pietro se ne andrà dopo il processo Enimont.
Verrà invitato da Berlusconi a diventare il numero due della neonata Forza Italia. Da questo momento Berlusconi smetterà di difendere Di Pietro e le sue televisioni cominciano ad attaccarlo sistematicamente.
Oggi sui giornali c'è una storia che ricorda questa di 15 anni fa. Qualsiasi dossier circola in giro per l'Italia il signor Berlusconi riesce ad intercettarlo perché è il presidente del consiglio, capo dei servizi segreti, proprietario di tutte le televisioni, proprietario di giornali e riviste. Molto spesso sono proprio opera loro vedi il caso Mesiano.
Saputo che Marrazzo aveva queste frequentazioni ecco che dei carabinieri girano questo video, lo girano ad un fotografo, lo stesso di Sircana, portavoce di Prodi, che lavora per l'agenzia Corona, si rivolge alle agenzie per vendere il video.
All'epoca le foto di Sircana furono acquistate da Oggi che non le pubblicò ma erano note anche alla Mondadori.
E' chiaro che quando un giornalista avvisa un politico di avere delle foto di questo tipo è chiaro che diventa ricattabile.
Quando le cose vengono fuori cessa automaticamente il ricattoIl direttore di Chi, Signorini, prende in visione il video e che ne avrebbe parlato ai vertici aziendali. E' chiaro che la possibilità di tenere sotto ricatto uno di centro-sinistra non pare vero a uno come lui che con il gossip è in grado di orientare l'opinione pubblica.
Non dimenticate che Berlusconi ha rilasciato proprio a Chi l'unica intervista con il caso D'Addario. Signorini avvisa Marina Berlusconi che ovviamente avvisa il padre. Berlusconi visiona il filmino di Marrazzo con i trans prima di andare da Putin. Lo assicura che la Mondadori non lo pubblicherà. Il governatore del Lazio cercherà di comprarlo dai quattro carabinieri. Il ROS però viene avvertito di questo ricatto. Chi lo ha fatto?
Non ci sono prove ma non si scappa tra Berlusconi padre e figlia e Signorini.
Marrazzo adesso si è autosospeso ma dovrebbe dimettersi. Aveva fatto delle cose buone e delle cose pessime. Chi ha ceduto ad un ricatto non può ovviamente amministrare la cosa pubblica.
Berlusconi da tempo immemore è ricattato, prima dalla mafia, poi dalle escort, da Mills, da Previti, da Dell'Utri, dalla D'Addario, ecc.
Berlusconi vive nel terrore che parli qualcuno però nessuno gli dice quello che è stato detto a Marrazzo.
In politica avremo bisogno di gente non ricattabile invece succede il contrario, come ha detto Giuliano Ferrara per avere successo in quel campo bisogna essere ricattabile così hanno delle armi contro di te e ti appoggiano proprio per quello.
In questo senso l'elezione di Pierluigi Bersani a segretario del PD non è una bella notizia visto che è in politica da quarant'anni.
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Marco Travaglio fa il paragone tra la situazione di Berlusconi di 15 anni fa e quella di Marrazzo di oggi. Berlusconi doveva essere sentito, in due stanze separate insieme a Berruti, dai magistrati di Napoli.
Erano i giorni in cui Di Pietro si disse sicuro di provare la colpevolezza di Berlusconi con la famosa frase "Io quello lo sfascio".
Di Pietro ricevette una telefonata da parte di Previti allora Ministro della Difesa che si occupa della Giustizia (di Berlusconi). Previti telefonò a Di Pietro per avvisarlo che il ministero aveva aperto un fascicolo su di lui. Il procedimento partiva da delle dichiarazioni di un certo Gorrini su Di Pietro stesso. Gorrini da due fatti veri, anche se inopportuni, aveva montato un caso perché si trovava in cattive acque. Un prestito di soldi e di una Mercedes. Gorrini della MAA Assicurazioni che stava per fallire manda questo dossier a Previti che lo gira al Ministero della Giustizia retto da Biondi.
L'ispezione doveva essere riservata ma Previti telefona a Di Pietro, il magistrato che si sta preparando ad interrogare Berlusconi.
Di Pietro si ritroverà processato a Brescia e si dimostrerà che non aveva commesso nessun reato. Gorrini aveva l'interesse a sputtanare Di Pietro perché credeva di aver trovato la gallina dalle uova d'oro.
In quel momento non si sapeva ancora nulla dei reati che Previti aveva commesso e per i quali sarà condannato.
Di Pietro disse che Gorrini era poco credibile e che queste cose giravano da tempo negli ambienti giudiziari e che per sapere la verità bastava ascoltare Rocca, il suo amico, che gli aveva prestato i soldi.
Di Pietro rivelò che si sarebbe dimesso e che aveva deciso di mettere in piedi un'autorità anti-corruzione. Berlusconi rinvia il suo interrogatorio nella speranza che Di Pietro se ne vada prima dell'interrogatorio.
Emilio Fede annuncia per primo che Di Pietro se ne andrà dopo il processo Enimont.
Verrà invitato da Berlusconi a diventare il numero due della neonata Forza Italia. Da questo momento Berlusconi smetterà di difendere Di Pietro e le sue televisioni cominciano ad attaccarlo sistematicamente.
Oggi sui giornali c'è una storia che ricorda questa di 15 anni fa. Qualsiasi dossier circola in giro per l'Italia il signor Berlusconi riesce ad intercettarlo perché è il presidente del consiglio, capo dei servizi segreti, proprietario di tutte le televisioni, proprietario di giornali e riviste. Molto spesso sono proprio opera loro vedi il caso Mesiano.
Saputo che Marrazzo aveva queste frequentazioni ecco che dei carabinieri girano questo video, lo girano ad un fotografo, lo stesso di Sircana, portavoce di Prodi, che lavora per l'agenzia Corona, si rivolge alle agenzie per vendere il video.
All'epoca le foto di Sircana furono acquistate da Oggi che non le pubblicò ma erano note anche alla Mondadori.
E' chiaro che quando un giornalista avvisa un politico di avere delle foto di questo tipo è chiaro che diventa ricattabile.
Quando le cose vengono fuori cessa automaticamente il ricattoIl direttore di Chi, Signorini, prende in visione il video e che ne avrebbe parlato ai vertici aziendali. E' chiaro che la possibilità di tenere sotto ricatto uno di centro-sinistra non pare vero a uno come lui che con il gossip è in grado di orientare l'opinione pubblica.
Non dimenticate che Berlusconi ha rilasciato proprio a Chi l'unica intervista con il caso D'Addario. Signorini avvisa Marina Berlusconi che ovviamente avvisa il padre. Berlusconi visiona il filmino di Marrazzo con i trans prima di andare da Putin. Lo assicura che la Mondadori non lo pubblicherà. Il governatore del Lazio cercherà di comprarlo dai quattro carabinieri. Il ROS però viene avvertito di questo ricatto. Chi lo ha fatto?
Non ci sono prove ma non si scappa tra Berlusconi padre e figlia e Signorini.
Marrazzo adesso si è autosospeso ma dovrebbe dimettersi. Aveva fatto delle cose buone e delle cose pessime. Chi ha ceduto ad un ricatto non può ovviamente amministrare la cosa pubblica.
Berlusconi da tempo immemore è ricattato, prima dalla mafia, poi dalle escort, da Mills, da Previti, da Dell'Utri, dalla D'Addario, ecc.
Berlusconi vive nel terrore che parli qualcuno però nessuno gli dice quello che è stato detto a Marrazzo.
In politica avremo bisogno di gente non ricattabile invece succede il contrario, come ha detto Giuliano Ferrara per avere successo in quel campo bisogna essere ricattabile così hanno delle armi contro di te e ti appoggiano proprio per quello.
In questo senso l'elezione di Pierluigi Bersani a segretario del PD non è una bella notizia visto che è in politica da quarant'anni.
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